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Estratto di un minuto del doppiaggio in dialetto parmigiano, realizzato nell'estate del 1996, tratto dal film "Ombre rosse" (1939) di John Ford. La voce di Ringo (John Wayne) è di Enrico Maletti


“…Al brinndiz äd San Silvéstor” . Poesia scritta da Bruno Pedraneschi

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Al salùt pramzàn äd parmaindialetto.blogspot.com

“Parmaindialetto” è nato il 31 luglio del 2004. Quest’anno compie 10 anni

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domenica 25 gennaio 2015

IL VANGELO DELLA DOMENICA: COMMENTO DI DON UMBERTO COCCONI.


IL VANGELO DI DOMENICA 25 GENNAIO 2015

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui. (Vangelo secondo Marco).

Che cosa avrà mai spinto Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni a mettersi al seguito dell’Uomo che passava quel giorno lungo le rive del lago, mentre erano intenti alle loro attività? Avevano lasciato i loro affetti e le loro sicurezze, il loro mondo materno, e anche quello paterno, rappresentato da Zebedeo. Che cosa avrà reso possibile questo loro “lasciare tutto”? Li avrà o no attraversati il dubbio di compiere una pazzia perché stavano proprio giocandosi tutto?! Chissà se le cose sono andate letteralmente così, come Marco ci racconta, oppure se questo è un racconto che porta in sé una verità, su ciò che la chiamata di Gesù comportava e richiedeva: un distacco da tutto e da tutti, seguito dalla la scelta di seguire lui solo e nessun altro. Un racconto soprattutto simbolico, dunque, una parabola sulla sequela di Gesù. Eppure, l’evangelista ci descrive un Gesù che si muove, che prende l’iniziativa, che passa, che guarda, che parla a uomini reali con una loro storia. Non possiamo pensare che questa pagina di Vangelo non abbia anche un fondamento concreto e visualizzabile. La scena si svolge lungo il lago di Genezaret, detto anche Tiberiade o “mare di Galilea”. Sulla riva, e nelle vicinanze, ci sono vari gruppi di pescatori: chi sta per gettare le reti, probabilmente non al largo, chi è intento a ripararle e riordinarle, seduto nella barca, forse tirata in secco o ancorata vicino alla costa. Tutto sembra “normale” e il giorno è uno come tanti altri. Eppure, proprio in questo scenario tranquillo, si scatenerà una tempesta, non sul lago, ma nei cuori dei “chiamati”: nuova navigazione in vista, per loro, nuova pesca e nuovi approdi! Che cosa avrà mai visto quel rabbì, mentre passava lungo la riva del lago? Che cosa avrà letto nei loro occhi? Il testo dice proprio “Passando”, per descrivere così un’azione colta nella sua durata indefinita. 

Gesù continua a camminare (continua ancora oggi!), prende tempo, osserva, si fa vicino ai pescatori, poi richiama la loro attenzione. Prima di guardare verso l’uomo sulla riva, i quattro amici sono stati guardati e visti da lui nel loro mondo, durante una giornata di pesca. Quell’uomo vede nel profondo, sa leggere i loro volti, le loro speranze, il loro desiderio di futuro, di vita, di cose grandi da realizzare. Giovanni il Battista, appena incarcerato e destinato alla morte, ha perso definitivamente la sua libertà personale e la possibilità di battezzare, di chiamare a conversione tutti quelli che incontrava. E proprio allora, Gesù inizia, con decisione, la sua opera di liberatore, cominciando a chiamare i discepoli, nelle strade di Galilea. Quando chiamerà i pescatori, loro lo guarderanno, si volgeranno verso di Lui, vedranno il suo volto, che forse esprimeva un’insolita autorevolezza; sentiranno la sua voce, una voce sicuramente diversa da ogni altra, che li invita a seguirlo. Loro per primi sperimentano cosa vuol dire essere “pescati” da Gesù, liberati dai tanti legami che tenevano ancorata e imbrigliata al palo la loro vita. Cosa può significare infatti la misteriosa espressione: “Vi farò diventare pescatori di uomini»? E’ un paradosso perché pescare un pesce significa “tirarlo fuori” dal suo habitat naturale, per dargli la morte; pescare gli uomini, al contrario, significa tirarli fuori da un’acqua che è simbolo del male e della morte, onde poterli salvare e dare così loro la vita. Gesù sta dunque proponendo di seguirlo, per comunicare la vita a tutta l’umanità! L’appello alla sequela di Gesù annuncia la liberazione dell’uomo da prescrizioni e leggi umane che lo soffocano, per sottoporlo invece al “giogo soave” del Figlio di Dio.


 Certo, mettersi alla sua sequela significa fare determinati passi, che creano stacchi, producono cambiamenti decisivi e irreversibili. Già il primo passo, che segue la chiamata, separa chi si pone alla sequela di Gesù, dalla sua precedente esistenza. E’ questa la prima novità e il primo effetto: la permanenza nella vecchia situazione e l’accettazione dell’invito di Gesù “seguimi” si escludono a vicenda. L’acqua, comunque, nel suo significato simbolico, rappresenta anche l’inconscio, o meglio ancora l’indistinto. Per noi, potrebbe essere l’insidioso “acquario” nel quale siamo immersi senza saperlo. La chiamata di Gesù ci fa uscire dall’acquario di tutti i nostri limiti, di tutti i vincoli che ci rendono meno liberi e meno “noi stessi”. Potrebbe essere il gruppo al quale apparteniamo, il partito nel quale militiamo, oppure tutte quelle realtà omologanti che rendono il nostro io conforme ad agli altri “io”. Quando ci inseriamo nella grande onda della collettività, della “movida”, del flusso di particelle in movimento, il nostro “io” perde la sua singolarità. Questa è l’acqua che ci sommerge: l’uomo che vuol vivere la sua vita dovrebbe cercare di distaccarsi dalle tendenze di massa e cercare di pensare con la propria testa. «Allora essere pescatori di uomini non vuol dire gettate l’amo e poi pescare, ma è emergere da quest’onda di soffocamento che ci minaccia tutti, raggiungere la perfezione della nostra personalità, della nostra individualità e aiutare anche gli altri ad emergere. Il termine del cammino cristiano è l’essere figli di Dio. E Figlio di Dio è colui che ha detto: Io Sono. Dobbiamo essere uomini che sanno dire come Cristo: “Io sono”. Allora emergeremo dall’onda e aiuteremo gli altri a emergere dall’onda» (Giovanni Vannucci). Anche Dietrich Bonhoeffer scrive: «La chiamata di Gesù alla sequela fa del discepolo un singolo». Un singolo, certo, non un isolato: un soggetto vero e proprio, piuttosto, un soggetto libero, capace di relazioni nuove, liberanti e autentiche.

(DON UMBERTO COCCONI)

sabato 24 gennaio 2015

DOMENICA 8 FEBBRAIO 2015 ORE 16 DODICESIMA EDIZIONE CANTAINSIEME ANSPI PARROCCHIA SAN PAOLO APOSTOLO VIA GRENOBLE 9


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COMUNICAZIONE IMPORTANTE...GIOVEDI’ 29 GENNAIO 2015 alle ore 17,30 nei saloni dell’Oratorio Salesiano di via Saffi a Parma (ingresso da viale Mentana), si terrà un’importante convegno sul tema del“CYBERBULLISMO”





Si comunica che il giorno GIOVEDI’ 29 GENNAIO 2015 alle ore 17,30 nei saloni dell’Oratorio Salesiano di via Saffi a Parma (ingresso da viale Mentana), si terrà un’importante convegno sul tema del“CYBERBULLISMO”.
L’incontro, tenuto da esperti della Presidenza Nazionale, è rivolto ad atleti, allenatori, dirigenti e genitori.
Si raccomanda la massima partecipazione.

OR.SA Parma
Via A. Saffi, 47- 43121 Parma

www.orsaparma.it
tel.: 0521 231065
fax.:0521 381529




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mercoledì 21 gennaio 2015

Circolo ANSPI Crocetta SCOPRIAMO LE BELLEZZE DI PARMA, UN SABATO MATTINA CON LA TUA CITTA' 24 GENNAIO 2015


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Questa sera a TV Parma ore 21,15 “ una serata di grande musica per ripartire “


Questa sera a TV Parma ore 21,15  
“ una serata di grande musica per ripartire “ 
con  l’Andrea Salvini Quintet a supporto della campagna  
“ Una mano per l’Hospice “
organizzata dall' Associazione 
"Claudio Bonazzi per Hospice"
per raccogliere fondi per aiutare 
l’Hospice  Piccole Figlie 
a coprire parte dei costi  derivanti dai danni dell’alluvione





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martedì 20 gennaio 2015

Il Tradizionale Premio S.Ilario 2015 di Parma Nostra in edizione speciale nella prestigiosa Reggia di Colorno presso la scuola di cucina. Il riconoscimento per l’anno 2015, è stato conferito a Albino Ivardi Ganapini, fondatore di ALMA Tgnèmmos vìsst


FOTO DI CRISTINA CABASSA
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"Il Pagéli di Crozè in Djalètt Pramzàn". Pärma Sampdoria 0-2. Testo pubblicato sulla Gazzetta di Parma del 20 gennaio 2015.



(Testo in dialetto Parmigiano)
Pärma Sampdoria 0-2

Mirànt sètt : almemo t’è evitè äd tirär fóra al palotolier, do béli parädi e anca un bél color äd màja, có é 'drè rivär la Stabilo Boss cme nóv sponsor ?

Rispoli du : déz par la vlontè, mo sa bastìss còlla li mi sarìss stè titolär fiss con la crozäda adòs par trént’ an', mo a pärta còlla lì, du pè e 'na conisjón ch' a s’ in càta äd molt méj a l’Amorini a San Pancràsi o in Via Pelicéli

Lucaréli du : Capitàn, at' pär un po’ Pinocchio, mìga p'r al näz a gh' mancrìss ätor, mo parchè at' pär fat un po’ äd lèggn in còll perìod chi, lént e intrégh e si ch' at' si mägor cme n’ ùss ! magna un po’ pù äd caval pìsst, a Colècc' ala rotonda i gh' l’àn bón bombén, s’ in t’al pägon mìga chi brasén curt lì dìmmol che cuand a vén fóra da l’ufìssi a t’al vén a portär mi e al magnèmma insìmma ala cärta con do mìcchi äd pan valabén ?

Costa du : cl’Eder e còll Berghessio li i parävon in moto ahn ?? i t’ àn spetnè al ciùff, roba che par 'na tésta cuadra l’é péz che robärgh' ì camperos ; brùtta domenica a bjónd ? dai tén dur valà

Palètta du : du + du + du : a fì séz in trì…. Andèmma bén; anca ti l' òmmo i t’ àn fat vèddor la strja chi du là ! porco mond s’ j andävon fort

Gobbi du : eh Massimo l’é dura st’ an', i van tutt pù fort, i rivon zò chi päron al Bagansa st’ avtón, i pòrton via tutt cuant, e domenica dòpa domenica purtrop is' pòrton via anca tutt il speransi

Nocerino séz : d’incoragiamént p'r un zugadór ch’ al m’é sémpor piazù e anca jerdlà l’ora ch' l’ à zughè second mi l’é stè bräv e inteligént a capir béle i movimént dal so repärt ( va bén che con la velocitè ch’ i van al gh' à tutt al témp äd capirja con cälma )

Palladén zéro : al vót al diz tutt : zéro, al fa pärdor fin la vója äd färogh 'na pagéla spiritóza, un po’ cme tùtta cla maledètta stagjón chi, 'na tristèssa ùnnica cme i sò selfie con Moggi, i sò salut afetvóz con i tifóz ädla juve a Turén o i tweet d’amor p'r al Napoli ! se mäj as' catìss dabón un cualchidón ch' a s’al porta a ca' mo l’é la solita speransa di mälvestì ch' a faga un bón invèron

Lodi du : do partidi discréti, un fógh äd pàja e po’ al pär béle artornè in-t-la sòvva : velocitè da Carlo Sassi e Eron Vitaletti ( par chi as' l’arcòrda, par chi l’é pù giòvvon andì dai vòstor véc' a dmandär ch' j’éron )

Mariga : séz : un vót par salutär al boomerang crozè : gira e rigira l’artórna sémp'r indrè ! va bén tutt mo s’andèmma avanti a fär al marchè acsì, as' podèmma spetär che prìmma ädla fén äd Znär i fàgon al cartlén anca a Tino, che sicur al sarà a “parametro zero”

Mauri cuàtor : tirè in bas anca lù dala tristèssa generäla, fòrsi la pù brùtta partìda da cuand l’é titolär, second mi al s’é béle fiachè äd còrror par tutt e po’ ciapär du o tri gol tutt il fésti

Bidaoui cuàtor : se non ätor a gh' l'à mètta tùtta, mo cuand a gh’é da tirär fóra la conisjón dal cavàgn bón’na not sonadór, in-t-n' ocazjón l’à fat n’asjón strepitóza e po’ al gh’ äva da fär n’apog' semplicìssim e mandär in porta al so compagn e invéci al s’é ravojè su da lù cme un bégh e ciao

Casàn du : inezistént ; da Fantantonio a son sincér am' sariss spetè un partidón invéci l’à tirè fóra 'na partidasa, ch’ l'à Sampdoria li insòmma la t' fa bàtor al cór fort bombén ! e va bé l’é 'na còza umana, l’important l’é domenica ! al Cesena, m’arcmànd, domenica at' gh’é da ciapär la scuädra par man e vénsor la partìda da ti ! forza Antonio ch' l’é cuäzi imposìbbil, mo cuäzi !

Donadón dù : Mìsster purtrop il scùzi j’én fnidi, l’é véra chi gh' àn dè 'na róza ch’ a 'n so mìga s' l' as' sälva in sèria B, l’é véra ch’ a gh’i tutt äd nóv a ciapär al stipendi, l’é anca véra ch' a gh’é di ragas in-t-i call center ch'a viva con 500 euro al méz e anca äd la génta sénsa lavór, donca almeno un po’ pù äd grénta e orgój a j à vrìss vèddor ! sionò s’a 'n sé gh' la cäva pù, basta 'na parola : dimisjón e di ch'a gh' pénsa renato zero e brignano a fär la scuädra ! AVANTI CROCIATI
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(Testo di Crociato 63)
(Correzione ortografica a cura di Enrico Maletti)