Estratto di un minuto del doppiaggio in dialetto parmigiano, realizzato nell'estate del 1996, tratto dal film "Ombre rosse" (1939) di John Ford. La voce di Ringo (John Wayne) è di Enrico Maletti


Con la qualità non si scherza. Parola di Enrico Maletti

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“Parmaindialetto” è nato il 31 luglio del 2004. Quest’anno compie 12 anni

“Parmaindialetto” l’é nasù al 31 lùjj dal 2004. St’an’ al compìssa 12 an’

Per comunicare con "Parmaindialetto" e-mail parmaindialetto@gmail.com

L’ UNICA SEDE DI “Parmaindialetto” SI TROVA A PARMA “PÄRMA”.







mercoledì 31 agosto 2016

Programma dei Sapori del Giallo.


Le presentazioni verranno fatte per Sezioni tipo Tavola rotonda.
Al di là dei "Gialli del Ducato" di sabato 3 settembre alle 16.30 dove presenterò "Il Mistero della Pallacorda",
vi consiglio la sezione "Giallo classico" di domenica 4 settembre alle 19.30. 



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mercoledì 24 agosto 2016

NOTTE DI TERREMOTI NEL CENTRO ITALIA. CROLLI E INGENTI DANNI AD AMATRICE, NORCIA E GUALDO. LA SECONDA SCOSSA DELLE 4,35 E' STATA AVVERTITA ANCHE AI PIANI ALTI A PARMA.




Scossa di terremoto magnitudo 6.0 alle ore 3,36 di oggi 24 agosto 2016, vicino a Rieti nei monti Reatini, con epicentro nel comune di Accumoli di 4 km di profondità. La scossa della stessa intensità di quella del 6 aprile 2009 che fu di magnitudo 6,4 che colpi il centro Italia.

Altra scossa di terremoto alle 4 nella zona della provincia di Perugia. Alle 4,35 ennesima scossa nella provincia di Ascoli Piceno di magnitudo 5,4, con crolli ad Amatrice, a Norcia e a Gualdo. Le scosse hanno colpito le zone del centro Italia, Lazio, Umbria e Marche. La seconda scossa è stata avvertita anche a Parma ai piani alti delle case.



 


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Sabato 27 agosto 2016 alle ore 11.00, omaggio floreale dinanzi alla targa commemorativa della personalità pubblica dell’On. Dott. ANDREA BORRI (1935 - 2003)


Consorzio di Miglioramento Alta Val Parma
Comitato per le celebrazioni civili nel Cornigliese
Comune di Corniglio - Medaglia d'argento al v. m.
Parco regionale dei Cento Laghi - Parchi del Ducato

Ai congiunti del compianto On. Dott. Andrea Borri
Alle autorità locali e agli esponenti degli organismi
associativi operanti nelle valli cornigliesi e parmensi
Agli abitanti e agli ospiti estivi di Bosco e dintorni

Si comunica che

sabato 27 agosto 2016
alle ore 11.00
in località Centrale di Marra
nel territorio comunale di Corniglio
lungo la Strada provinciale dei Cento Laghi
una delegazione di rappresentanti delle istituzioni
 e delle associazioni del territorio, guidata da NandoDonnini
 e da Virginio Ghirardinideporrà un omaggio floreale
 dinanzi alla targa commemorativa della personalitàpubblica

dellOn. DottANDREA BORRI (1935 2003)*
nell81° anniversario della nascita
 e nel 13° della prematura scomparsa

*Già stimato Presidente dell’Ente Provincia di Parma ,
uno dei principali fautori della nuova viabilità per Bosco,
operoso e lungimirante interprete dell’esigenza di sviluppo
 e rilancio sostenibile delle Terre Alte cornigliesi e parmensi.

Per info e contattiNando Donnini - 0521 889324 3391817822

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domenica 21 agosto 2016

Comitato per le celebrazioni civili nel Cornigliese Comune di Corniglio - Medaglia d’Argento al Valor Militare


AVVISO - INVITO
Alle autorità e alle rappresentanze
A tutti i cittadini singoli e associati
Si comunica che in data
LUNEDÌ 22 AGOSTO 2016
alle ore 17.30
a Bosco di Corniglio PR
in Località Storpetolo - Via Sen. Giacomo Ferrari
[nella direzione “crinale dei laghi”]
una delegazione di esponenti del Comitato per le celebrazioni
civili nel Cornigliese e dell’Amministrazione comunale di Corniglio,
guidata dal Presidente del Comitato Nando Donnini e dal Sindaco
Giuseppe Delsante, deporrà nel castagneto di Bosco - unitamente ai responsabili delle Associazioni
partigiane - un pensiero patriottico
e un omaggio floreale al cospetto della lapide commemorativa del
SEN. ING. GIACOMO FERRARI (1887 - 1974)
“Arta” artigliere da montagna nella 1^ grande guerra, tenente, esule antifascista, comandante unico
delle formazioni partigiane, uomo politico e di cultura, sindacalista, sostenitore del movimento
cooperativo, prefetto, amministratore pubblico, deputato e senatore, ministro della Repubblica nel 42°
anniversario dell’improvvisa scomparsa
Per informazioni e contatti: 0521 889324 - 3391817822
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sabato 20 agosto 2016

IL VANGELO DELLA DOMENICA: COMMENTO DI DON UMBERTO COCCONI.



Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: "Signore, aprici!". Ma egli vi risponderà: "Non so di dove siete". Allora comincerete a dire: "Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze". Ma egli vi dichiarerà: "Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!". Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi» (Vangelo di Luca).
Chissà quante volte ci sarà capitato di trovarci davanti a un bivio e ci siamo detti: “Adesso quale direzione prendo?”. Qualche volta siamo rimasti impalati ed immobili e nell’incertezza e nel dubbio abbiamo consultato il nostro “navigatore satellitare”, compiendo probabilmente la scelta più conveniente. Altre volte ci siamo accodati e senza pensare troppo, se quella via era giusta o sbagliata, abbiamo seguito percorsi già battuti. Le parole di Gesù “sforzatevi di entrate per la porta stretta”, sono però spiazzanti: passare attraverso una porta piccola non è di certo la nostra prima scelta. Molte volte ci siamo lasciati sedurre e abbiamo scelto la porta più larga e spaziosa, perché più comoda, più facile da attraversare, per questo è la più cliccata dalla gente. Poi ti ritrovi, che avendo fatto scelte di comodo, all’apparenza vincenti, ti senti stanco, triste, insoddisfatto e scopri che quella non era di certo la strada giusta. Ci possiamo chiedere: “Per quale porta ci piacerebbe entrare? Quali porte nella nostra vita abbiamo varcato? Oltrepassare una porta significa, prima di tutto, uscire dal proprio mondo e respirare nuovi orizzonti. Ma che cosa significa passare attraverso una porta stretta? Come minimo dovresti “sgonfiarti”, altrimenti non passi, farti piccolo, diventare umile e povero. Abbiamo varcato quest’anno, per il grande giubileo, la porta della misericordia: che bellezza tante porte nella nostra diocesi sono state aperte. Come le ho oltrepassate? Mi sono sentito avvolto dalla misericordia di Dio, dalla sua tenerezza? Oppure mentre oltrepassavo, con una certa disinvoltura quella porta il Signore mi ha detto: “Cosa ci fai qui! Non so chi sei, non ti conosco”.

 E noi, alquanto sbigottiti, gli abbiamo risposto: “Signore, sono io, non mi riconosci? Non perdevo una messa, ho fatto anche il chirichetto e a catechismo ero uno dei primi”. Ma Lui ribadirà: “Non ti riconosco, non mi assomigli, non sei salito sulla croce, hai fatto scelte di comodo, ti sei, al contrario autogiustificato rinchiudendoti nel tuo egoismo e hai sprecato così la possibilità di far felici gli altri”. Saremo riconosciuti dal Padre solo se avremo riconosciuto nei fratelli e nelle sorelle il volto del Cristo e ci saremo fatti servitori dei più poveri tra i poveri. Allora Gesù ci dirà: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi. In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me». La nostra salvezza la giochiamo soprattutto nelle relazioni con gli altri, non con Dio. Non ci chiederà il Signore se abbiamo creduto in Lui, ma se abbiamo amato come Lui. Che senso ha partecipare all’eucaristia e poi non si è stati capaci di diventare pane, di essere cibo di vita per gli altri? Sì, si potrà anche aver ascoltato l’insegnamento del Signore, ma questo insegnamento non ha trasformato la nostra esistenza.

 La domanda di quel tale che chiede a Gesù “Se sono pochi quelli che si salvano?”, ci fa pensare, sbagliando, che la salvezza possa dipendere da noi, che uno possa salvarsi da solo. Nessuno "si salva" da solo, perché nessuno salva se stesso, siamo tutti salvati per grazia di Dio, perché Dio è un Padre che ama tutti i suoi figli. Chi sono quindi quelli che si salvano? Quelli che accettano di essere salvati, quelli che invocano la sua misericordia di Dio, quelli che non si sentono degni di un tale amore: sono i perduti, i lontani, i peccatori. E la salvezza non è altro che l’amore gratuito del Padre che fa nuova la nostra vita, ricreandoci. «Chi vuole comprare la salvezza, con le opere buone, è come chi va a prostitute, tratta Dio da prostituta. Nessun si salva fino a quando non scopre il suo peccato, che è l’autogiustificazione, che è il peggior peccato» (Silvano Fausti). Afferma papa Francesco: «Qualcuno di voi forse potrà dirmi: “Ma, Padre, sicuramente io sono escluso, perché sono un gran peccatore: ho fatto cose brutte, ne ho fatte tante, nella vita”. No, non sei escluso! Precisamente per questo sei il preferito, perché Gesù preferisce il peccatore, sempre, per perdonarlo, per amarlo. Gesù ti sta aspettando per abbracciarti, per perdonarti. Non avere paura: Lui ti aspetta. Animati, fatti coraggio per entrare per la sua porta. Tutti sono invitati a varcare questa porta, a varcare la porta della fede, ad entrare nella sua vita, e a farlo entrare nella nostra vita, perché Lui la trasformi, la rinnovi, le doni gioia piena e duratura». Il vangelo di Luca è stato scritto proprio per coloro che si ritengono giusti, per noi, affinchè convertendosi alla misericordia del Padre non riducamo nuovamente la fede in Dio a una legge ancora più tremenda di tutte le altre.
(DON UMBERTO COCCONI)


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