Parmaindialetto Tv

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Estratto di un minuto del doppiaggio in dialetto parmigiano, realizzato nell'estate del 1996, tratto dal film "Ombre rosse" (1939) di John Ford. La voce di Ringo (John Wayne) è di Enrico Maletti


Con la qualità non si scherza. Parola di Enrico Maletti

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Al salùt pramzàn äd parmaindialetto.blogspot.com

“Parmaindialetto” è nato il 31 luglio del 2004. Quest’anno compie 11 anni

“Parmaindialetto” l’é nasù al 31 lùjj dal 2004. St’an’ al compìssa 11 an’

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L’ UNICA SEDE DI “Parmaindialetto” SI TROVA A PARMA “PÄRMA”.







mercoledì 29 luglio 2015

Il 31 luglio, alle ore 21,00 a Sala Baganza presso la Rocca Sanvitale si terrà la presentazione del libro “Il Fiume ti porta via" di Giuliano Pasini.


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Il 31 luglio, alle ore 21,00 a Sala Baganza presso la Rocca Sanvitale si terrà la presentazione del libro “Il Fiume ti porta via" di Giuliano Pasini. L'incontro, ad ingresso libero, prevede l'accompagnamento musicale di Diego Baruffini (chitarra elettrica), Enrico Fava (pianoforte), Alberto Padovani (voce e chitarra acustica). A seguire degustazione di Malvasia e possibilità di visitare il Museo del Vino. Il terzo romanzo di Giuliano Pasini, “Il fiume ti porta via” si svolge in Provincia di Parma con numerose citazioni a località e alle peculiarità enogastronomiche del nostro territorio.
Vi aspettiamo!

Biografia

Giuliano Pasini è nato a Zocca nel 1974 e vive a Treviso. Ha esordito nel 2012 con il romanzo “Venti corpi nella neve” (Fanucci/ TimeCRIME) che ha ottenuto un notevole successo di pubblico. “Nuova stella del thriller italiano” secondo il Corriere della Sera, ha pubblicato con Mondadori la seconda avventura di Serra “Io sono lo straniero” e partecipato all’antologia “Alzando da terra il sole”. I suoi romanzi, tradotti in Germania, Austria e Svizzera, si sono aggiudicati numerosi premi.

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martedì 28 luglio 2015

MODI DI DIRE IN DIALETTO PARMIGIANO...COSA VUOL DIRE ???


(Foto di Cristina Cabassa)



MODI DI DIRE IN DIALETTOPARMIGIANO: " AVÉR'GH ANCÒRRA L'OMBRÌGGOL BAGNÈ". IN ITALIANO ”AVÉR'GH ANCÒRRA L'OMBRÌGGOL BAGNÈ” VUOL DIRE “ESSERE INESPERTI ”. Grazie agli amici di Facebook e a www.gazzettadiparma.it che mi seguono.

 MODI DI DIRE IN DIALETTOPARMIGIANO: " AVÉROGH DU OC' CME DO CARAMÉLI CIUCIÄDI". IN ITALIANO ” AVÉROGH DU OC' CME DO CARAMÉLI CIUCIÄDI” VUOL DIRE ”AVERE GLI OCCHI PESTI E IMBAMBOLATI”. Grazie agli amici di Facebook e a www.gazzettadiparma.it che mi seguono.

MODI DI DIRE IN DIALETTOPARMIGIANO: " AVÉROGH PU BALI CHE 'NA TOMBOLA". IN ITALIANO ” AVÉROGH PU BALI CHE 'NA TOMBOLA” VUOL DIRE “ DI UN BUGIARDO MATRICOLATO”. Grazie agli amici di Facebook e a www.gazzettadiparma.it che mi seguono. 


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lunedì 27 luglio 2015

CON IL CORO DELL'OPERA DI PARMA, UN TOCCO DI PARMA NEL CAMPIONATO DI SERE A.


(Foto di gruppo del Coro con il Maestro Giovanni Allevi 
e il presidente della Corale Verdi Andrea Rinaldi)


(Testo in dialetto parmigiano)


Agh' srà ancòrra un po' äd Pärma in serja A. E còsste gràsja al Coro äd l'Opra äd Pärma dirét da Emiliano Esposito e presiedù da Andrea Rinaldi: jén pròprja còlli di corìssta pramzàn il vózi äd l'inno ch'a podrèmma ascoltär par tùtta la duräda dal campjonät e ch' al srà zvelè incó dopmezdì e séz or . Al bràn l'é äd Giovanni Allevi (in-t-la foto insèmma al Coro), e al tìttol l'é "O generosa".

(Testo in Italiano)
Ci sarà ancora un po' di Parma in serie A.  E questo grazie al Coro dell'Opera di Parma diretto da Emiliano Esposito e presieduto da Andrea Rinaldi: sono proprio quelle dei coristi parmigiani le voci dell'inno che si potrà ascoltare per tutta la durata del campionato e che sarà svelato oggi alle 18. Il brano è di Giovanni Allevi (nella foto insieme al Coro), e si intitola "O generosa". 
IL TESTO IN ITALIANO E' TRATTO DA  
www.gazzettadiparma.it


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giovedì 23 luglio 2015

"IO PARLO PARMIGIANO" AL RISTORANTE GHIOTTONE DI TANETO (RE). SIMPATICA SERATA DIALETTALE PARMIGIANA CON MIRKO, BAROZ, RICO E IL "PROFESOR" MALETT" IN COMPAGNIA DEGLI AMICI REGGIANI. SERATA ALL'INSEGNA DEL DIALETTO PARMIGIANO.

(FOTO DELLA SERATA)
(CLICCA SULLE FOTO PER INGRANDIRLE)


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MODI DI DIRE IN DIALETTOPARMIGIANO. COSA VUOL DIRE ???

(FOTO DI CRISTINA CABASSA)


MODI DI DIRE IN DIALETTOPARMIGIANO: " BAGOLÓN DAL LÙSSTOR". In Italiano ”BAGOLÓN DAL LÙSSTOR” VUOL DIRE” “BUGIARDO DEL LUCIDO”. PERCHÉ VENDEVA LUCIDO “PATINA” DA SCARPE CON NERO FUMO ALLUNGATO CON ACQUA. 
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MODI DI DIRE IN DIALETTOPARMIGIANO: " TRID CME L' ALBANIA". IN ITALIANO ”TRID CME L' ALBANIA” VUOL DIRE TRITATO COME IL TABACCO TRINCIATO “ALBANIA”. QUESTO MODO DI DIRE NON VUOL DIRE CHE IL PAESE EUROPEO DELL' ALBANIA SIA "TRID
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MODI DI DIRE IN DIALETTOPARMIGIANO: " AVÉR'GH IL TÈTTI CME DU ÓV FRITT". IN ITALIANO ” AVÉR'GH IL TÈTTI CME DU ÓV FRITT ” VUOL DIRE “AVERE I SENI FLOSCI E CASCANTI”. 
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sabato 18 luglio 2015

IL VANGELO DELLA DOMENICA: COMMENTO DI DON UMBERTO COCCONI


Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. (Vangelo di Marco)

1.      Vedendo la folla Gesù prova “compassione per loro”, è lo stesso atteggiamento che abbiamo visto più volte sul volto di papa Francesco quando abbracciava, incoraggiava, salutava i tanti venuti da lontano per incontrarlo.
2.      Papa Francesco nel suo pellegrinaggio in America Latina ha incontrato l’umanità dimenticata dai grandi della terra, e con le sue parole e i suoi gesti di condivisione ha saputo portare l’attenzione di tutti sulla piaga della povertà nel “suo amato Sud America”.
3.      Il tema scelto da papa Francesco, per questo suo nuovo viaggio, è stato “La gioia dell'annuncio del Vangelo” e commentando l'episodio del vangelo delle Nozze di Cana, ha lanciato questo forte messaggio di speranza: «Il vino migliore sta per venire per quelli che oggi vedono crollare tutto. Sussurratevelo fino a crederci: il vino migliore sta per arrivare, e sussurratelo ai disperati e a quelli con poco amore. Dio si avvicina sempre alle periferie di coloro che sono rimasti senza vino, di quelli che hanno da bere solo lo scoraggiamento; Gesù ha una preferenza per versare il migliore dei vini a quelli che per una ragione o per l’altra ormai sentono di avere rotto tutte le anfore».
4.      A volte il nostro cuore pare blindato, tanto ci siamo abituati a sfiorare dagli eventi e la nostra vita è divenuta un’esistenza che, “saltellando” di qui e di là non riesce più a radicarsi nel quotidiano della gente che incontriamo: «la compassione non è zapping, non è silenziare il dolore, al contrario, è la logica propria dell’amore. È la logica che non si è centrata sulla paura, ma sulla libertà che nasce dall’amore e mette il bene dell’altro sopra ogni cosa. È la logica che nasce dal non avere paura di avvicinarsi al dolore della nostra gente» (papa Francesco).
5.      Perché la sofferenza altrui non ci turba più di tanto? Provare simpatia nei confronti dell’altro è già un passo verso l’altro in quanto sentiamo che la sua sofferenza esiste, la percepiamo come reale, però manteniamo le distanze.
6.      Se invece proviamo “empatia” per l’altro, vuol dire che diventiamo una cosa sola con lui, con la sua sofferenza: non solo sentiamo la sua sofferenza, ma soffriamo con lui, diventando una sola carne con lui. Se ci pensiamo bene i nostri rapporti con gli altri, in tante occasioni, sono all’insegna dell’utile, della mercificazione, del vantaggio.
7.      L’altro, direbbe Martin Buber, diventa un oggetto di consumo, si stabilisce con lui una relazione “io-esso”, a tal punto da poter affermare: “Tu per me sei un semplice oggetto e io voglio usarti”. Vivere in un mondo basato sulla relazione “io-esso” significa lasciarsi sfuggire l’intera meraviglia dell’esistenza, perché si vive nella logica dell’anticreazione e tutto diventa nulla, circondati solo da oggetti, non da persone, non da gente, non dalla vita, solo da cose materiali. L’amore declinato secondo la cifra della compassione è disponibilità verso l’altro, in quanto non si cerca il proprio interesse ma il bene dell’altro: l’amore non è un rapporto “io-esso”, ma è un rapporto “io-tu”. «Nella sessualità c’è il rapporto “io-esso”, nell’amore c’è il rapporto “io-tu”. Martin Buber si ferma qui: la sua tradizione giudaica non gli permette di procedere oltre.
8.      Ma c’è ancora un gradino da salire: il gradino “né io - né tu”, un rapporto in cui scompaiono l’io e il tu, un rapporto in cui due persone non sono più due – ma sono diventate una sola. Un’unità tremenda, un’armonia, un accordo profondo – due corpi e un’anima sola. Questa è la sommità dell’amore che io chiamo preghiera» (Amato Osho).
9.      Gesù vedendo le folle provava compassione, a tal punto da donarsi per esse, da "patire per esse", ossia essere solidale e permeabile al pathos dell'altro, come afferma Antonio Prete, «L'ospitalità è figura mediterranea della compassione e dell'accettazione dell'altro, come nell'Odissea». Nei Promessi sposi di Manzoni la compassione che l'Innominato prova per Lucia si trasforma in conversione, “passaggio verso un altro modo di essere uomo” e “verso un'altra morale”.
10.  Ma è possibile una compassione che unisce il nostro sentire a quello dell’altro? Che faccia del sentire altrui il nostro stesso sentire?
11.  Tra noi e l’altro non rimane pur sempre una distanza, che risulta incolmabile? Il dolore dell’altro in che misura diventa anche il mio dolore?
12.  Al contrario non ci rivela la miseria del nostro essere comunque separati dall’altro, confinati in una singolarità finita, e questa rivelazione risulta per i nostri sensi intollerabile? E’ ciò che afferma Dante quando incontra Paolo e Francesca nell’inferno: «Pietà mi giunse e fui quasi smarrito». E’ difficile per il poeta sopportare una tale sofferenza.
13.  Che cosa significa, in profondità, che Gesù prova compassione per la folla?
14.  Se non che per questa folla lui si farà pane e nutrimento, si farà buon pastore donando la sua vita per la loro salvezza?
15.  Colui che non aveva conosciuto peccato si farà nostro peccato, Lui l’agnello senza macchia porterà su di se il peccato del mondo. Lacompassione per l’uomo spinge il figlio di Dio a condividere la nostra vita, portando su di sé il peccato del mondo, poiché è il solo a poterlo togliere.
16.  Il nostro male è diventato il suo male, la nostra sofferenza, la sua sofferenza, la sua morte, la nostra vita.
(DON UMBERTO COCCONI)

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venerdì 17 luglio 2015

“UN GRÄSJA A TUTT I PRAMZÀN AV' VÓJ BÉN A TUTT” Bèrto Miclòt...


ALBERTO MICHELOTTI RINGRAZIA TUTTI GLI AMICI CHE GLI HANNO FATTO GLI AUGURI PER IL SUO COMPLEANNO, E HANNO LETTO L'ARTICOLO IN DIALETTO SULLA GAZZETTA DI PARMA A LUI DEDICATO NELLA RUBRICA "Tgnèmmos vìsst"


“UN GRÄSJA A TUTT I PRAMZÀN AV' VÓJ BÉN A TUTT” Bèrto Miclòt...

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