Parmaindialetto Tv

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Estratto di un minuto del doppiaggio in dialetto parmigiano, realizzato nell'estate del 1996, tratto dal film "Ombre rosse" (1939) di John Ford. La voce di Ringo (John Wayne) è di Enrico Maletti


“…Al brinndiz äd San Silvéstor” . Poesia scritta da Bruno Pedraneschi

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Al salùt pramzàn äd parmaindialetto.blogspot.com

“Parmaindialetto” è nato il 31 luglio del 2004. Quest’anno compie 10 anni

“Parmaindialetto” l’é nasù al 31 lùjj dal 2004. St’an’ al compìssa 10 an’

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L’ UNICA SEDE DI “Parmaindialetto” SI TROVA A PARMA “PÄRMA”.







mercoledì 25 febbraio 2015

CIRCOLO RICREATIVO “IL CASTELLETTO” Via Zarotto 39 - PARMA VENERDI’ 27 FEBBRAIOALLE ORE 21,00 LA COMPAGNIA TEATRALE DIALETTALE PARMIGIANA ”La Duchèssa” in Al Presepi ed Varginio


CIRCOLO RICREATIVO “IL CASTELLETTO”
Via Zarotto 39 - PARMA
VENERDI’ 27 FEBBRAIOALLE ORE 21,00
LA COMPAGNIA TEATRALE DIALETTALE PARMIGIANA
La Duchèssa”
presenta
Al Presepi ed Varginio
Regia di Giovanni Catalano

 



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INGRESSO 5 EURO

sabato 21 febbraio 2015

IL VANGELO DELLA DOMENICA: COMMENTO DI DON UMBERTO COCCONI.

IL VANGELO DI DOMENICA 22 FEBBRAIO 2015
Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano».(Vangelo secondo Marco).
L’evangelista Marco riferisce, in modo estremamente sintetico, che Gesù è tentato da Satana. Non ci dice nulla sull’esito di questo incontro-scontro: in realtà tutta la vita di Gesù sarà sottoposta alla tentazione, fino all’ultimo istante. Satana si renderà presente di continuo, nei modi più vari, per distogliere Gesù dal suo cammino verso la croce e, paradossalmente, si mostra il più interessato ad un’aperta manifestazione della messianicità di Gesù. A differenza di tutti, Satana,conosce la vera identità di Gesù e lo afferma chiaramente: “Io so chi tu sei: il Santo di Dio”. Perché tutta questa pubblicità gratuita? Se c’è una cosa che Satana desidera è che Gesù non vada in croce, non vuole la sua sconfitta, non vuole che Gesù sia considerato un malfattore e un bestemmiatore, ma vuole che sia glorificato dalla gente e osannato dal popolo. Satana ha paura che Gesù dimostri di fidarsi davvero di Dio e nello stesso tempo di confidare assolutamente soltanto in Lui. Il fatto che un uomo sia disposto ad andare in croce, pur essendo innocente,perché si fida anche quando Dio stesso sembra abbandonarlo, è quanto più di minaccioso ci sia per il regno di satana. Su che cosa poggia il regno di Satana, infatti? Su quali principi è fondato? E’ prima di tutto il regno della gratificazione immediata, del successo a tutti i costi, del denaro come fine per raggiungere le mete agognate e il prossimo sempre e solo come strumento. La croce sconfessa tutti questi “dis-valori”. Il fatto che il messia sia disposto non solo a morire in croce, ma a fare di essa il luogo privilegiato della rivelazione di Dio, mina le basi stesse del regno di satana.

 La strategia satanica consiste nel fare in modo che l’uomo abbia “terrore” di Dio, lo consideri come una minaccia costante per la sua sete di libertà, e abbia quindi nei suoi confronti l’atteggiamento servile di chi mercanteggia la propria sopravvivenza, a prezzo di sacrifici e di riti. Satana, inoltre, dopo aver fatto apparire Dio come un padrone odioso, vuole che l’uomo, per affermare la sua libertà, sene sbarazzi. Divide et impera! Rendere inviso Dio all’uomo, per portarlo a sentirsi esasperato dalla presenza di un padre iper-dominante eiper-presente, e poi convincere l’uomo ad essere finalmente il Dio di se stesso. Ecco la strategia del nemico! In effetti, Satana vuole scimmiottare Dio, essere lui il dio dell’uomo, rendendolo così schiavo, triste e votato alla morte. Ma se Dio si lascia mettere in croce, mostra un volto della divinità diametralmente opposto a quello cui Satana vuol fare pubblicità. Tanto per cominciare, questo volto non si impone per evidenza, ma per via di inevidenza: il Cristo in Croce è il velo dietro il quale si nasconde il Dio della vita. Satana invece vorrebbe che Gesù si palesasse in modo plateale comeunDio che difende le proprie prerogative, che “gonfia i muscoli”, impegnato a salvare se stesso, la propria immagine, anziché preoccuparsi di salvarel’uomo. E’ un volto, quello rivelato dal crocifisso, che si cela dietro ciò che nel mondo è considerato stoltezza, debolezza, fragilità, piccolezza, ignominia. Nulla di pomposo, di sfarzoso, di spettacolare, nulla che costringa a un’adesione per l’evidenza dei fatti, come invece vorrebbe Satana. Il Regno vicino, il regno che è già in mezzo a noi, è qualcosa di “stupido e idiota” direbbe san Francesco … almeno agli occhi dei sapienti e degli scaltri. Solo chi si fa piccolo e umile può accorgersi che questo “omino sulla croce” è il seme che, germogliando, diventa il forte arbusto che tutti abbraccia. 

Se quest’uomo in croce, poi, venisse acclamato Signore e Dio dagli uomini, allora… che rovina per il maligno! A un dio assetato di sacrifici, che dev’essere ringraziato solo per il fatto di non averti distrutto, non crederebbe più nessuno.Che scacco questa luce di Dio per il regno delle tenebre… Dio è misericordia e tenerezza! Quaranta giorni e più di lotta contro il maligno, perché colui che dall’albero traeva vittoria, sia sconfitto dall’albero della croce. Sì, il diavolo traeva vittoria dall’albero della conoscenza del bene e del male e dal desiderio dell’uomo di essere come Dio, arbitro del bene e del male, concorrente di un Dio considerato nemico. Questa strategia si è vanificata sulla croce del Signore che voleva e vuole, invece, gli uomini liberi di rispondere con gioia alla vita di Dio in loro. Dio mi ama e il suo amore mi sospinge verso il fratello e la sorella, per amarlo, per amarla. Non è più questione di obbedire alla legge:l’uomo giunge ad avere in sé lo stesso amore, la vita stessa di Dio,che lo rende giusto. E “per il giusto, non c’è più legge”.
Nel 1872 Fëdor Dostoevskij scrisse I demoni, un romanzo-affresco su una umanità posseduta, mossa da uno estremo istinto di distruzione creatrice. Nello stesso anno Ivan Kramskoi dipinse una delle più singolari Tentazioni di Cristo: Gesù è solo, in mezzo al deserto, Satana non è visibile, non ha le consuete sembianze caricaturali, perché Satana è in Cristo, è nella sua espressione perduta, nelle sue mani strette dall’ansia, nelle pietre aride. Questi “geni” hanno saputo dar vita a una nuova rivoluzionaria visione di Satana. Alberto Cousté annota: «Durante il secolo XIX il demonio si ritira per preparare una strategia incentrata sulla metamorfosi». Satana è astuto ha capito che, se Dio è morto, adesso bisogna fare leva sulle nuove aspirazioni narcisistiche dell’uomo. Ci hanno fatto credere che il diavolo fosse «un mito, una figura, un’idea», ha detto papa Francesco, invece è il padre «dei bugiardi e il padre di ogni menzogna». «L’eclissi della verità foraggia il Maligno» (Marco Ventura). Gli artisti lo percepiscono, esplorano le ombre perché hanno fede nella luce, sono blasfemi, ieri e oggi, perché si ribellano alla menzogna.
(DON UMBERTO COCCONI)

giovedì 19 febbraio 2015

SI E' SVOLTA LA MARATONA DEI DIALETTI DI PARMA, FIDENZA E PIACENZA AL RIDOTTO DEL TEATRO MAGNANI A FIDENZA.



“Te dì la tua, che me digh la mia”, lettura di brani e poesie da parte di vernacolisti locali. Sono intervenuti: Enrico Maletti per il dialetto di Parma; Claretta Ferrarini, Adriano Gainotti, Germano Boschesi, Franco Giordani e Giancarlo Loreni per il dialetto di Fidenza; Pietro Rebecchi e Cesare Ometti per il dialetto di Piacenza. Era presente anche Danilo Anelli, Razdur della “Famiglia Piasinteina”, insieme ai cultori del dialetto Andrea Bergonzi e Luigi Paraboschi. L'intervento del Vicesindaco Alessia Gruzza e la presentazione del Presidente del Consiglio Comunale Amedeo Tosi. Ha condotto l'incontro Claretta Ferrarini.



(FOTO DI CRISTINA CABASSA)
(CLICCA SULLE FOTO PER INGRANDIRLE)



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BUON COMPLEANNO A VITO SCHIAVO...BARMAN E "RE DEI CAPPUCCINI" DI PARMA



(Testo blu in italiano)
Se vi capita di passare a San Prospero al ristorante Tramonti, vi consiglio di entrare, e chiedere un cappuccino. Vi verrà servito uno dei migliori cappuccini di Parma. Non voglio fare pubblicità al posto, ma dietro al banco alla macchina del caffè, come se fosse un pilota d’aereo, troverete il simpatico Vito Schiavo che vi serve un “Vito” come lo chiamo io, che vi farà cominciare una giornata dimenticando i problemi. Vito Schiavo, nato a Laurino in provincia di Salerno il 20 febbraio 1962, compie 53 anni. Anche se Campano di nascita lo possiamo considerare parmigiano a tutti gli effetti, perché da quasi 30 anni vive nella nostra città, anche se nel parlare non ha abbandonato il suo accento, ogni tanto una qualche parola o battuta la pronuncia in dialetto parmigiano. Carissimo Vito, buon compleanno dallo staff dihttp://parmaindialetto.blogspot.com/ che ti dedica con amicizia queste foto e questo inserimento su http://www.parmaindialetto.it/ .


(Testo giallo dialetto parmigiano) 
Bon compleàn a Vito Schiavo. I 53 ani äd vón di Barman pu amè dai pramzàn.

S’a ‘v capita äd pasär a San Pròspor al ristorant Tramonti, a v’ consìlli d’ andär déntor, e dmandär un capusén. I v’ serviràn vón di pu bón capusén äd Pärma. A ‘n vój mìga fär publicitè al bar, mo dardè al banch ala machina dal cafè, cme s’ al fuss un pilota d’aereoplàn, a gh’é al simpatich Vito Schiavo ch’al sarvìssa un “Vito” cme al ciam mi, e al v’ farà cominciär ‘na giornäda dimenticànd i probléma. Vito Schiavo, nasù a Laurino in provincia äd Salèron al 20 farvär dal 1962, al compìssa 50 ani lundi. Anca se Campàn äd nasita al podèmma considerär un pramzàn a tutt j efétt, parché da cuäzi 30 ani al stà in-t-la nostra citè, anca se in-t-al parlär al n’à mìga bandonè al sò acént , ogni tant ‘na cuälca parola o batuda al la dìz in djalètt pramzàn. Carìssim Vito, bón complean dal staff ädhttp://parmaindialetto.blogspot.com/  ch’al t’ regala con amicìssja ch’il foto e ch’l’inserimént chì su http://www.parmaindialetto.it/
 (Tgnèmmos vìsst)
E.M.

(Nelle foto: 1) il Barman Vito Schiavo in compagnia di Enrico Maletti,  2/3) i cappuccino che serve Vito)

lunedì 16 febbraio 2015

MARATONA DEL DIALETTO: MERCOLEDI 18 FEBBRAIO ORE 21,00 AL RIDOTTO DEL TEATRO MAGNANI DI FIDENZA.




TE DI' LA TUA, CHE ME DIGH LA MIA
Appuntamento con il dialetto, il 18 febbraio al Ridotto del Magnani,
per una lettura di brani e poesie da parte di vernacolisti locali

Fidenza, 16 febbraio 2015 - Proseguono gli appuntamenti dedicati all'iniziativa: “Scusate se da sol mi presento: Me Sum èl Diälött”, che fa di febbraio il mese del dialetto borghigiano.
Dopo il concerto dell'artista Davide Van De Sfroos, che ha inaugurato il cartellone il 6 febbraio in un teatro Magnani gremito per l'occasione, mercoledì 18 febbraio alle ore 21.00 al Ridotto del Teatro Magnani sarà la volta di: “Te dì la tua, che me digh la mia”, lettura di brani e poesie da parte di vernacolisti locali.
Interverranno: Claretta Ferrarini, Adriano Gainotti, Germano Boschesi, Franco Giordani e Giancarlo Loreni per il dialetto di Fidenza; Enrico Maletti per il dialetto di Parma; Pietro Rebecchi e Cesare Ometti per il dialetto di Piacenza. Sarà presente anche Danilo Anelli, Razdur della “Famiglia Piasinteina”, insieme ai cultori del dialetto Andrea Bergonzi e Luigi Paraboschi.
Dott.ssa Silvia MassariComune di Fidenza
Ufficio comunicazione
Tel. 0524 517.230

E-mail: s.massari@comune.fidenza.pr.it
Web site: www.comune.fidenza.pr.it

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Maratona di declamazioni nei dialetti di quattro città che si terrà Mercoledì 18 Febbraio alle 21, al Teatro Magnani di Fidenza.



DA CLARETTA FERRARINI DI FIDENZA RICEVIAMO

(CLARETTA FERRARINI, VERNACOLISTA)



Borgo, sei pronta ad accogliere i tuoi vernacolisti e gli illustri ospiti di Parma, Piacenza e Alta Val d'Arda? Sarà una maratona di declamazioni nei dialetti di quattro città e si terrà Mercoledì 18 Febbraio alle 21, in Teatro Magnani. Da Parma: Enrico Maletti; da Piacenza, Luigi Paraboschi ci porterà due attori della, Famija Piäšinteina; dall'Alta val d'Arda, Andrea Bergonzi. Da Borgo: Adriano Gainotti; Franco Giordani; Claretta Ferrarini; Giancarlo Loreni; Germano Boschesi (in ordine cronologico). Renderemo omaggio anche ai grandi vernacolisti scomparsi. Un grazie al Comune di Fidenza con tutto il Consiglio Comunale e all' Assessore alla Cultura dr.ssa Alessia Gruzza, per aver capito l'importanza culturale dei dialetti ed essersi presi a cuore, fattivamente, l'iniziativa.




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domenica 15 febbraio 2015

"APERITOMBOLA" DI S. VALENTINO AL CIRCOLO AQUILA LONGHI ORGANIZZATA DAL ROTARY CLUB PARMA FARNESE.I PROVENTI DELLA SERATA SONO STATI DESTINATI ALL'ASSOCIAZIONE "S.CRISTOFORO ONLUS" PRESIEDUTA DA DON UMBERTO COCCONI.


FOTO DI CRISTINA CABASSA
CLICCA SULLE FOTO PER INGRANDIRLE

I PREMI DELLA TOMBOLA
 CORRADONE MARVASI PRESIDENTE AQUILA LONGHI, ENRICO MALETTI, L'AVV. ANTONIO BODRIA PRESIDENTE ROTARY CLUB PARMA FARNESE
 
 CORRADONE MARVASI E ENRICO MALETTI
L'AVV. ANTONIO BODRIA
 IL PUBBLICO ALLA TOMBOLA
  IL PUBBLICO ALLA TOMBOLA
  IL PUBBLICO ALLA TOMBOLA
 CORRADO MARVASI E ENRICO MALETTI
 CECILIA FERRARI COORDINATRICE DELLA SERATA
                                               IL PUBBLICO ALLA TOMBOLA
                                                IL PUBBLICO ALLA TOMBOLA

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